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Altair4 una bottega d’arte

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La codifica di un metodo

Altair4 nasce in Italia, il paese con il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo occidentale.

La formazione tecnico-artistica dei soci fondatori ha favorito l’impegno e il successo di Altair4 nel campo della valorizzazione di questo immenso patrimonio.

In 30 anni di attività, Altair4 ha collaborato con importanti enti ed istituti di ricerca in Italia e all’estero, contribuendo alla formazione di un nuovo modo di concepire la comunicazione in ambito culturale.

In particolare, le metodologie e i processi produttivi che sono stati perfezionati e codificati progressivamente nel corso delle produzioni, con verifiche e correzioni ripetute, hanno portato la società all’avanguardia nel mondo nella realizzazione di simulazioni e ricostruzioni archeologiche, per esperienza, competenza, database, qualità e rigore scientifico.

Dal 1986 questo lungo percorso di studio e di appassionato lavoro ha condotto Altair4 a misurarsi con tematiche connesse al patrimonio storico-artistico, visualizzandone, di volta in volta, gli aspetti scientifici, didattici e divulgativi, attraverso una vasta produzione di contenuti “multimediali”, aggettivo che potrebbe sembrare ormai logoro, ma che pur rispecchia la molteplicità dei mezzi tecnologici ed espressivi utilizzati.

Le istanze di rigore metodologico sono dunque il punto di forza del nostro lavoro, che procede sempre in continuo dialogo con il mondo scientifico ed accademico.

ricostruzioni

Ricostruzioni e restauri virtuali

Altair4 è stata la prima ad affrontare in modo sistematico le problematiche della ricostruzione archeologica virtuale in Italia.

Ogni produzione è sempre stata un elemento di un processo di sperimentazione unitario, che ha portato, nel corso degli anni, alla costruzione di una propria metodologia innovativa, sviluppatasi attraverso lo studio e la realizzazione di decine di ricostruzioni.

Tale metodologia, che oggi guida ogni nostro processo di ricostruzione dei monumenti, è il risultato della convergenza di aspetti tecnologici e sensoriali, connessi alla visualizzazione dei contenuti nei differenti media, con quelli più espressamente scientifici, legati allo studio tipologico, alla lettura del palinsesto storico e all’integrazione con l’ambiente circostante.

Altair4 ha così iniziato, lavoro dopo lavoro, una catalogazione delle problematiche della ricostruzione, identificando a livello percettivo gli elementi che, a seconda delle tipologie costruttive e dei materiali, rendono la ricostruzione virtuale credibile e suggestiva e in tal modo riconoscibile e quindi interpretabile.

La tecnologia, nelle sue espressioni più avanzate, è sempre stata uno strumento e mai un fine: uno strumento asservito allo scopo principe dell’opera di Altair4 che è la comunicazione.

Anche nella fase costruttiva dei contenuti però, la tecnologia non è mai espressione di una contrapposizione, ma un naturale prosieguo di esperienze passate, legate insieme da un filo rosso.

Un filo rosso che lega ad esempio esperienze come la Brunelleschiana scoperta delle leggi geometriche della prospettiva agli algoritmi che muovono i sistemi di realtà virtuale.

La consapevolezza dell’esistenza di queste connessioni permette così di passare, senza soluzione di continuità, dalla trattatistica rinascimentale alle più moderne problematiche del rilievo fotogrammetrico, in un virtuoso processo dell’agire umano.

La ricostruzione diviene poi, come frutto dell’interazione di dati provenienti da diverse discipline, un eccezionale strumento di studio e ricerca, vero proprio elemento moltiplicatore delle informazioni e, nella sempre più esasperata interazione con l’oggetto reale, grazie alle tecniche MVR, si fa vera forma di restauro virtuale.

Questo approccio è stato codificato da Altair4 in una metodologia di ideazione, ricerca e progettazione multimediale definita H-DIDA (Holistic Dynamic Improving Data Approach).

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