Circo Massimo

Modello 3D e ricostruzione

Circo Massimo

L’imponente struttura del Circo Massimo caratterizza tutt’oggi la topografia della città di Roma.

Edificato ai tempi di Tarquinio Prisco, ha in seguito avuto moltissimi mutamenti. La ricostruzione che abbiamo realizzato è relativa ad una particolare fase, quella in cui il circo nel 64 d. C. venne distrutto dall’incendio di epoca neroniana. In questo periodo il circo non presentava ancora l’arco nel centro della curva che fu costruito più tardi all’epoca di Tito. É stato possibile ricostruire verosimilmente la struttura grazie a molteplici raffigurazioni che sono giunte fino a noi, bassorilievi ma in particolare di un bellissimo mosaico presente nella villa di Piazza Armerina, dove ben si vede la struttura della spina, l’obelisco e le carrozze che corrono.

Un’altra ricostruzione ci presenta la struttura in epoca severiana.

Oltre alle immagini nel visore, su richiesta, si possono avere video o altre immagini riprese da altre prospettive.

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Breve storia del Circo Massimo

Secondo la tradizione, Romolo avrebbe istituito delle corse di carri in onore del dio Conso, una divinità infera venerata presso un altare sotterraneo che si trovava nella valle tra Palatino e Aventino. Sarebbe stato però Tarquinio Prisco ad allestire per la prima volta uno spazio destinato alle gare equestri, costruendo sedili di legno per ospitare gli spettatori, chiamati “fori publici”.

Nel 293 a. C. furono realizzate, sempre in legno, le gabbie di partenza dei carri, chiamate “carceres”. Nei secoli successivi la pista venne divisa in due corsie da una spina centrale, i carceres furono  ricostruiti in muratura, si costruì sul lato verso il Palatino un’area sacra destinata agli dei che presiedevano i giochi chiamata “pulvinar” e la struttura del Circo venne sempre più ampliata.

In età augustea il Circo Massimo era lungo 621 metri, largo 118 e poteva ospitare 150.000 spettatori. La spina era decorata da un obelisco e da sette delfini di bronzo che servivano a contare i giri della corsa.

Dopo l’incendio di Nerone la capienza era aumentata fino a 250.000 spettatori, per raggiungere nel IV secolo d. C. l’impressionante cifra di 385.000 posti a sedere.

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