Colosseo

Modello 3D e ricostruzione

Colosseo

Entrando oggi nel Colosseo si ha l’idea, molto più che ammirandolo dall’esterno, di quanto sia andato perduto di questo straordinario monumento. Le gradinate dove sedevano gli spettatori sono completamente crollate, così come manca del tutto il piano dell’arena su cui si svolgevano gli spettacoli, deperito nei secoli perché costituito in origine da un tavolato di legno. Sono oggi visibili le strutture al di sotto di questo piano, i sotterranei dove venivano custodite le belve nelle gabbie e i macchinari utilizzati per le rappresentazioni.

Le ricostruzioni del monumento più ricche di suggestione sono sempre state quelle che hanno cercato di ricreare l’atmosfera dei combattimenti che vi si svolgevano, con il pubblico che affolla gli spalti, pronto a invocare la morte o la salvezza dei gladiatori, al cospetto dell’imperatore. Dicono le fonti che l’edificio poteva contenere oltre ottantamila spettatori. Sempre da una fonte antica sappiamo che per impedire che le belve usate per gli spettacoli assalissero gli spettatori, tra l’arena e gli spalti vi era una recinzione coronata da rulli d’avorio e zanne di elefanti.

Proprio dal connubio tra fonti antiche, disegni storici e resti attuali si è restituito vita ad uno dei monumenti più celebri del mondo, collocandolo all’interno di un’area ricchissima di storia e di varie fasi edificative: è presumibile che prima della costruzione del Colosseo vi fosse il famoso laghetto che Nerone utilizzava per i suoi spettacoli di naumachia. Le immagini di ricostruzione presentano la struttura esterna ed anche la cavea con gli spettatori astanti di fronte ad uno spettacolo di gladiatori.

Oltre alle immagini nel visore, su richiesta, si possono avere video o altre immagini riprese da altre prospettive.

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Breve storia del Colosseo

L’edificio  fu iniziato sotto il primo degli Imperatori Flavi, Vespasiano e fu da lui dedicato una prima volta; il suo successore Tito continuò i lavori e lo inaugurò una seconda volta nell’81 d.C.; soltanto Domiziano però, terzo imperatore della dinastia Flavia, portò a termine il complesso.

Il grande monumento, che prende il nome dalla colossale statua dell’imperatore Nerone che fu collocata nei pressi, fu edificato al di sopra dello stagno artificiale della “domus Aurea”, dove un tempo avevano avuto luogo delle naumachie (battaglie navali). La scelta del luogo per l’erezione dell’anfiteatro non dovette essere casuale, ma fu probabilmente connessa con la politica antineroniana messa in atto da Vespasiano. Vi si riconosce infatti il desiderio di restituire al popolo un terreno che era stato inglobato in una proprietà imperiale. La costruzione della struttura rese necessaria la bonifica dell’area.

In un primo momento tutte le strutture al di sotto della scena furono realizzate in legno, in modo da essere rimovibili e permettere in questo modo l’allagamento dell’area e quindi la realizzazione delle naumachie. In seguito, forse durante i lavori conclusivi di Domiziano, l’impianto ligneo fu sostituito con uno in muratura e divenne quindi permanente.

L’intero complesso presenta nella faccia esterna quattro livelli, in cui si susseguono tre piani di arcate rispettivamente in ordine tuscanico, ionico e corinzio; l’ultimo piano è cieco, suddiviso da lesene corinzie. All’interno si trovano cinque ambulacri con copertura a botte. La cavea doveva essere divisa in cinque settori sovrapposti.

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