Domus Aurea

Modello 3D e ricostruzione

Domus Aurea

Il complesso del colle Oppio, noto come Domus Aurea, si sviluppava in senso est-ovest per una lunghezza di circa 400 metri, ed era articolato in gruppi di ambienti posti intorno a grandi aree aperte. Si ipotizza infatti che il complesso oggi conservato, formato da due settori, continuasse specularmente in direzione est, raggiungendo appunto un’estensione doppia dell’attuale. Tutto l’edificio si affacciava “scenograficamente” verso la valle del Colosseo, dove si trovavano il lago artificiale e l’ingresso principale della domus.

La ricostruzione dell’intero complesso, dall’ingresso dei porticati lungo la Via Sacra, al Colosso e al lago artificiale (con la presenza di una barca per gli spettacoli secondo l’ipotesti dell’archeologo Andrea Carandini) è stata realizzata su scala urbana, particolarmente adatta a riprese a volo d’uccello e significativa per la stretta connessione con le aree urbani più ricche di monumenti della città antica.

Sul lato meridionale vi sono numerosi ambienti identificabili come stanze da letto (cubicula) o di soggiorno. Tra queste la stanza con alcova detta “della volta nera”, e la sala absidata con affreschi a fondo rosso, delle quali proponiamo una ricostruzione in base alle riproduzioni di artisti del ‘700, che, se pur rielaborate secondo il gusto del tempo, rappresentano una preziosissima fonte di conoscenza di queste splendide pitture.

Il settore orientale presenta una maggiore complessità, in quanto gli ambienti sono distribuiti intorno a un cortile poligonale e a una sala ottagonale, che costituisce il fulcro di tutto il settore. Completamente priva di pareti, sostituite da grandi aperture verso gli ambienti circostanti, la sala è coperta da una volta con un oculo al centro. È qui che viene ipoteticamente collocata la coenatio rotunda (sala da pranzo rotonda) di cui parlano le fonti, che “ruotava continuamente, giorno e notte, come la terra”. Sono state avanzate varie ipotesi sul meccanismo che permetteva la rotazione. Molto probabilmente si trattava di un sistema idraulico applicato a una piattaforma girevole o a una controvolta, sulla quale forse erano raffigurate le costellazioni. Ne proponiamo una ricostruzione ipotetica per evocare la spettacolarità che l’ambiente doveva trasmettere agli ospiti.

Fin dalla loro scoperta, avvenuta alla fine del XV secolo, le sontuose stanze della “Casa d’Oro” di Nerone hanno sempre suscitato intense suggestioni, legate anche e forse soprattutto alla personalità dell’imperatore che le fece costruire. Si è cercato perciò di ricreare l’atmosfera di lusso e raffinatezza che doveva regnare in queste stanze, con l’ausilio di oggetti, arredi e ornamenti tratti da modelli provenienti da altri contesti archeologici, principalmente di Pompei, mentre una figura femminile addormentata evoca le tantissime ambientazioni che, dalla pittura al cinema, si sono ispirate a questi luoghi.

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Breve storia della Domus Aurea

Il complesso fu edificato dopo l’incendio del  64 d.C. e la conseguente distruzione della domus transitoria per volere dell’imperatore Nerone, con funzione di nuovo palazzo imperiale. Dalle fonti sappiamo che gli architetti furono Severo e Celere, mentre delle decorazioni parietali si occupò Fabullus.

Il palazzo dovette avere una estensione consistente, racchiudendo al suo interno le colline del Palatino, della Velia, fino ad arrivare al Celio, dove il tempio di Claudio fu trasformato in ninfeo. Oggi se ne conserva soltanto una parte sul colle Oppio, inglobato nelle fondamenta delle terme di Traiano.

Nel vestibolo centrale doveva trovarsi una statua colossale di Nerone raffigurato come Helios. Della domus si conservano  numerose pitture parietali e decorazioni, nelle quali si identifica l’intervento di diverse mani: da un lato infatti si riconoscono elementi della tradizione pittorica ellenistica diffusi soprattutto dalla fine del I secolo a.C. e definiti di tipo “impressionistico”; dall’altro lato si identificano, per esempio nella scena di “Achille a Sciro”, dipinti di carattere assolutamente originale dal punto di vista della composizione.

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